STORIA DEL DIABETE - La glicosuria

Indice Storia

Il primo Ottocento della Restaurazione pare propizio alla precisazione che la sostanza zuccherina trovata da Dobson e da Home nell'urina dei diabetici è il glucosio.

La scoperta è di Michel Eugène Chevreul (1786-1889): chimico dal multiforme ingegno e dalla lunghissima vita generosa, è l'inventore della candela stearica sulla base dei fondamentali studi sulla saponificazione dei grassi. Era stato consigliere per i colori giustapposti, dalla Manifattura Reale dei Tappeti Gobelin, ai pittori impressionisti pointillistes, in particolare a George Seurat. Giungerà agli onori dell'Institut de France [Fig. 1].

 

Fig1 - Eugène Chevreul, centenario, e la sua nota giovanile sullo "zucchero di diabete", per oltre vent'anni poco valorizzata
Chevreul, in una nota "Sur le sucre de diabétes", sugli "Annales de Chimie", oggi di difficile reperimento, scrive: "M. Chevreul, facendo concentrare l'urina in sciroppo chiaro e lasciandola a se stessa, ha ottenuto la sostanza zuccherata sotto forma di piccoli cristalli, simili a quelli che si producono nello sciroppo d'uva, li ha fatti sgocciolare, li ha pressati e li ha disciolti in alcool bollente; per evaporazione spontanea e lenta, ha ottenuto dei cristalli di bianchezza perfetta che sono stati esaminati comparativamente con lo zucchero d'uva (il glucosio), del quale hanno presentato tutte le proprietà, come la cristallizzazione, la solubilità in acqua e alcool, la caratteristica di fondersi al calore moderato, etc ". 

Il tasso di glucosio urinario può poi essere determinato, sul principio del polarimetro di Jean Baptiste Biot (1773-1862), con il saccarimetro di Soleil: il primo apparecchio scientifico della diabetologia ("Diabetometro") [Fig. 2].

A buon diritto, d'ora in avanti, i diabetici saranno correntemente indicati anche come glicosurici

 

 

Fig2 - Il polarimetro di Biot per valutare il potere rotatorio dei liquidi
E verranno trovati tali con l'ausilio dei tanti reattivi (liquori) per il glucosio, fondati sul suo potere riducente a caldo dei sali di rame (o di bismuto), che si affermeranno dal 1841 (Karl August Trommer: 1806-1879; Serafino Capezzuoli: 1813-1888) al 1890, con il nome dei rispettivi ideatori. Da Friedrich Tiedemann (1781-1861), da Eugène Melchior Péligot (1811-1890), da Stanley Rossiter Benedict (1884-1936), a Emil Nylander (1835-1907), a Rudolf Bóttger (1806-1881), a Theodor Almèn (1833-1903). Giunto fino ai giorni nostri (era ancora in uso in laboratorio e a casa negli anni Cinquanta) il reattivo di Hermann von Fehling (1812-1885), A e B: facendo scaldare l'urina e aggiungendovi, goccia a goccia, i due reattivi, era possibile un dosaggio titrimetrico quantitativo della glicosuria. La reazione di Fehling - è stato detto da Graham Lusk (1866-1932)- "aprì la via per un definito studio chimico del diabete" [Fig. 3].  Nel 1889, i reattivi di Fehling furono proposti in pastiglia dal farmacista Boymond di Parigi

 

Fig3 - Una tabella per il dosaggio della glisuria con il reattivo di Fehling (da "Manuale per l'analisi dell'urina" di L.Salinas, Napoli, 1905).

Ma ancora nel 1875, un aureo libretto di Francesco Roncati (1832-1906) riportava "specialmente a vantaggio dei medici di campagna modi semplici per scoprire lo zuccaro d'uva nell'urina", come il seguente:

"Un pezzettino di carta bianca da scrivere qua e là bagnato con urina diabetica è poi esposto a forte calore di bragie, per quale si ha rapida colorazione bruna: e l'urina diabetica potrebbe in tal modo servire come inchiostro simpatico allo stesso modo del succo di cipolla, etc. ".

E. J. Maumené (1818-1898) aveva del resto annunciato alla Academie des Sciences de Paris, nel 1850, il primo tentativo di chimica secca per la scoperta della glicosuria (G. Dall'Olio). Un tessuto di lana merinos bianca viene impregnato in una soluzione acquosa di bicloruro di stagno, seccato e tagliato in bandelettes di cm 7- 10 x 2-3. Le cartine sono immerse nell'urina: in presenza di zucchero e alla temperatura di 130-150 gradi, i cloruri reagiscono e danno luogo a un prodotto nero-bruno. 

Veri e propri Urinary Sugar Test Papers, strisce di carta da filtro con le soluzioni dei reagenti concentrati e fissati, sono pure usate da George Oliver (1841-1915) praticante di Harrogate, dal 1883. E' evidente che siamo ai precursori delle strisce per l'autocontrollo, di cui si dirà al capitolo 21.

Intanto, nel 1834, il fondatore della chimica organica, Justus von Liebig (1803- 1873) ha confermato che le sucre de diabètes è il glucosio o zucchero d'uva o d'amido o di frutta o destrosio. Di Liebig verrà pure annunciato, nel 1852, un "mezzo pronto onde riconoscere la presenza dello zucchero in un liquido qualunque, anche d'origine animale", composto da estratto di fiele di bue e acido solforico.

Da quell'epoca lo zucchero sarà, di fatto, demonizzato nella dieta dei diabetici. Essa però stabilisce una prima impostazione ragionata in senso ipoglicidico.