STORIA DEL DIABETE - Lo zucchero nell'urina

Indice Storia

Che il sapore mielato dell'urina diabetica non sia dovuto a un sale (come pensava Willis), ma a una sostanza zuccherina ("saccharine matter") è stabilito nel 1776, da Mathew Dobson (1736-1786) (Fig. 1). In quell'anno, Dobson, da Liverpool, fa comunicare dall'amico John Fothergill (1712-1780) alla Medical Society nella Mitre Tavern, in Fleet Street a Londra, le sue osservazioni su nove casi di diabete. In tutti, aveva ricavato per evaporazione e cristallizzazione da una libbra (360 g) di urina 1 oncia (36 g) di sostanza biancastra, il cui gusto era quello dello zucchero bruno. 

 

Nel 1780, Francis Home (1719-1813), già medico militare nelle campagne di Fiandra, durante le quali aveva avuto modo di frequentare a Leiden le lezioni di Hermann Boerhaave (1668-1738) grande analizzatore di urine, è primo professore di materia medica all'Università di Edinburgh, tanto benemerita nella storia della diabetologia (Fig. 2). Home conferma che lasciando in una stanza calda un recipiente di legno con l'urina del diabetico Murray, questa diventa schiumosa e prende a formare - dopo 10 giorni - molte bolle d'aria; ha gusto acidulato. In altre parole fermenta, come fermenta lo zucchero dell'uva nella preparazione del vino. E' una vinous fermentation: il "ribollir dei tini " del nostro Carducci. Di qui l'idea di misurare la quantità di zucchero presente nell'urina diabetica per mezzo della prova di fermentazione, con l'aggiunta di lievito.

Fig.1 - Il frontespizio degli Atti nei quali è contenuta la comunicazione di Dobson. Fig.2 - Francis Home, in una incisione in rame di John Kay, barbiere di Edimburgo, che si dilettava a ritrarre in caricatura i professori dell'Università

Nascerà così il saccarometro, che dalla quantità di acido carbonico (Co2) sviluppato dalla fermentazione dello zucchero, ne misurerà approssimativamente il contenuto urinario. I saccarometri, dal modello di Einhorn (1862-1953) a quello di Lohnstein (1866-1918), resteranno in onorato uso fino agli anni Quaranta di questo secolo: risultati dopo 15-20 ore con il primo apparato, dopo 5-6 ore con il secondo. Dobson è anche da ricordare per aver notato il sapore dolce del siero di sangue, più accentuato nei diabetici, però non così forte come nell'urina. Non gli riuscì di isolare la sostanza zuccherina dal sangue, come già dall'urina, ma giunse a sospettare che - nel diabetico - vi fosse passaggio di zucchero da quello a questa. Il che, all'epoca, era ben difficile accettare.  

Comunque, d'ora in avanti, il diabete mellito è anche detto diabete zuccherino. Sempre a Edimburgo, William Cullen (1712-1790), famoso per la chiarezza metodica del suo insegnamento, qualifica genericamente come insipide le altre forme di poliuria non mellita (François Boissier de Sauvages: 1706-1763). Ma una distinzione ufficiale tra diabete mellito e insipido non avverrà che nel 1792, ad opera di Johann Peter Frank (1745-1821), imperial - regio professore a Pavia, su indicazione dello speziale Francesco Marabelli (1761-1846). (Fig. 4).  

 

Fig.4 - La prima distinzione ufficiale tra diabete mellito e diabete insipido. Frank la farà propria.

 

Fig.5 - L'edizione parigina della monografia di John Rollo

La procedura indicata da Dobson per il rilievo dello zucchero nell'urina, nonché la misura giornaliera della quantità dell'urina stessa, è applicata (collaborando presumibilmente il paziente) dallo scozzese John Rollo (1749-1809), general surgeon della Royal Artillery a Woolwich. Nel 1797, pubblica un "Account on two cases of diabetes mellitus..." nel quale analizza minuziosamente il corso della malattia in 2 ufficiali, l'uno - il Captain Meredith - di 37 anni, l'altro un po' più anziano (Fig. 5). Rollo è vagamente consapevole di seguire un rudimentale approccio psicopedagogico in senso moderno quando afferma la sua "soddisfazione per aver quanto meno dato i mezzi per conoscere e trattare metodicamente il diabete zuccherino". Purtroppo, Rollo è convinto che la materia zuccherina che si rinviene nell'urina si formi nello stomaco, per una sua alterazione secretiva scatenata dalle sostanze vegetali. Egli perciò infligge ai pazienti una ferrea dieta a base esclusiva di carni grasse (preferibilmente vecchie, e con grassi rancidi), magari con l'aggiunta di emetici (a ulteriore vantaggio per lo stomaco).  L'origine gastrica del diabete sarà più tardi proclamata da William Prout (1785-1850).

Saccharine saline substance è trovata anche, nel 1787, da un altro chirurgo militare inglese, Thomas Cawley (?), in un diabetico di 34 anni, bevitore, che all'autopsia presentava diffusa calcolosi pancreatica.