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Il complesso di indagini sperimentali su «Diabete e infezioni» fu in massima parte possibile per le facilitazioni allora offerte dall'Istituto di Microbiologia e Immunologia dell'Università di Torino, diretto da A. Azzi, con il Laboratorio di Ricerche Scientifiche dell'Ospedale Maria Vittoria. Qui Fiorio, quale aiuto, aveva già prodotto grossi lavori monografici in immunologia e in batteriologia.

 

È così ottenuto (1947), certo tra i primi in Italia, il diabete sperimentale da allossana, scoperto da Shaw Dunn, Sheehan e Mc Letchie nel 1943: l'allossana, procurata da Campana e Gualandi a Roma è, in un certo periodo di necessità, preparata in loco dall'acido urico.

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Viene dimostrata da Fiorio e Bruni nel 1948 la riduzione del potere battericida del siero e del potere fagocitario e opsonico dei granulociti in corso di diabete allossanico scompensato e non trattato con insulina.

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Nel 1955 è anche osservata da Bruni e Luria alterata produzione di anticorpi (da antigene e agglutinine antitifiche), nelle medesime condizioni sperimentali.

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Ciò che sarà più tardi trovato - nel diabete umano - da Wertman e Henney (1962), Balch e coll. (1963), Bybee e Rogers (1964), Briscoe e Allison (1965), Drachman et al. (1966), Pellegrini e Pagano (1966) e sopratutto da J.D. Bagdade e coll. di Seattle («Impaired leucocyte function in patients with poorly controlled diabetes»: Diabetes 23, 9, 1975). La immunodeficienza umorale verso gli antigeni batterici nel diabete giovanile sarà riferita nel 1976 da Ludwig e coll. (Diabetologia, 12, 259, 1976).

 

Di queste ricerche si interessano, a suo tempo, in special modo, J.L.R. Candela a Madrid e H. Bauer alla Amory University, Georgia. Se ne parlerà, infine, con Bagdade stesso, nel 1976, a Copenaghen.

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