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di I. C., si evita in un primo tempo l’uso dell’insulina dato lo stato edematoso: in tali condizioni il diabete ha carattere stazionario, con glicosuria 10-25 ‰ (10-40 gr/tI h), glicemia 350-400 mgr %, mai chetonuria. Insulinizzata con 40 U. la glicosuria scende di poco, da 3 a 15 ‰ (5-30 gr/24 h) la glicemia pure (343 mgr %); aumentando la ritenzione idrica si riduce l’insulina prima a 30 poi a 20 e 10 U.: la glicosuria risale ai valori precedenti senza carattere progrediente e nessuna tendenza all’acidosi, neanche negli stadi terminali; anzi nelle ultime settimane il glucosio urinario si riduce a 4-15 gr ‰.
Decorso della nefropatia durante la degenza. I sintomi nefrosici sono rimasti invariati: l’albuminuria ha oscillato dal 4 al 6 %, la cilindruria č sempre stata presente, non sempre l’ematuria microsco­pica; gli edemi sono andati piuttosto aumentando, pur con oscilla­zioni in rapporto agli interventi terapeutici (peso corporeo di kg 60 all’inizio, 65 al 25° giorno, 66 al 30°, 68 al 35°, 69,5 al 43°) malgrado l’impiego di dieta aclorurata, strofantina, vitamina B1, estratti tiroidei, diuretici della serie purinica; sono comparsi anche edemi cavitari (versamento pleurico sin. con D. 1009 e albume 4‰); solo negli ultimi giorni con cloluro di calcio e diuretici mercuriali aumenta la diuresi e il peso discende a 59 kg. Valori della pressione omerale: 190/85 - 165/70 - 170/8 - 205/85; N ipobromitico 65-74 mgr %; proteinemia 6,3.
Il 24-4 insorgono disturbi circolatori cerebrali a carico della meningea

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