- 97 -
Alcune di queste pubblicazioni hanno un certo in resse storico come, ad esempio, quella di Fiorio (1o: 1948) s a glomerulo-sclerosi intercapillare diabetica di Kimmelstiel-Wilson (1936): è forse il primo caso descritto in Italia. 48a
48b
48c
Così la dimostrazione, data da Fiorio nel 1941-1945 (5-6- 12) della azione ipoglicemizzante, fino al coma ipoglicemico mortale, propria della tossina sta filococcica e dello stafilococco piogeno aureo tossigeno, nel coniglio. Il fenomeno sarà confermato, nel 1968 da I. M. Smith e S. Rabinovich (Iowa University) in studi sul topo che postulano un esaurimento delle riserve di glucosio a seguito del danno biochimico esercitato dallo stafilococco sulle catene respiratorie mitocondriali, «uncoupling» delle fosforilazioni ossidative ed irreversibile spreco energetico.
E ancòra, del 1966 e del 1973 rispettivamente, forse il primo caso di ipoglicemia spontanea in soggetto anziano già trattato con sulfaniluree (96 - 103) (che prospetta la possibilità di una rigenerazione iperplastica delle insule da tolbutamide) e, sempre molto raro, il caso di ipoglicemia fattizia, da tossicofilia insulinica in diabetico insulino-dipendente (143), descritti da Bruni.
Nejrotti e Albonico sono citati in letteratura tra i primi sperimentatori italiani della insulina Lenta (1955), Bruni della miscela di insulina ordinaria e protamina-zinco-insulina (1951) e dell’insulina Rapitard (1964), Fiorio e Castellazzi della acetexamide (1964).
49
- 97 -