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Alla base di tutto, e per le vaghe possibilità di un futuro che continui la realtà del passato, c'è un gruppo di giovani che si è spontaneamente costituito in singolare, non conformistica, amicizia attorno al Centro, quasi per miracolo compensatorio: studenti e laureati, medici e non, diabetologi e non, diabetologi-diabetici, ognuno con un suo campo di interessi, di attitudini, di abilità, convergenti sul diabete. In particolar modo attivi, oltre a Michele Gerace, per gli inizi: Silvia Gamba, Pier Luigi Barbero, Claudio Zanno, Giorgio Regis, Carla Bollati; e inoltre Enzo Soldano, Luciana Bolognesi, Renato Rittatore, fino a Laura Grosso, Franca Garabello, Rosaria Attardo, Gian Piero Anselmetti, Gino Nosenzo, Giliana Pontecorvo, Paolo Tagliabue, Luigi Petrucci, Massimo Citro. E molti altri ancora «frequentatori» non occasionali. Coordinatrice delle ricerche S. Gamba.

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Si uniscono anche Patrizia Barolo, Maurizio Carlini, Giorgio Grassi, Mario Campana, Thomas Winkler e infine Alberto Blatto.

 

Fiorio, d'altra parte, come Primario Emerito, segue ancora da vicino le varie iniziative ed è preziosa fonte di riferimento storico.

 

All'etica del Centro tende a conformarsi la comunità di circa 2000 diabetici, specie i giovani del gruppo «pilota» trattati con insulina monocomponente, che frequentano l'istituzione. Di essa, e della sua vicenda italo-danese, è giunta eco anche a Copenaghen.

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Forse questo momento meritava di esser fissato, non solo per affettivi motivi personali di gratitudine e di rimpianto.

 
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