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Il 9 gennaio 1975 Karen muore.

Le vie della disperazione consapevole, quella che — con Kirkegaard — vuole disperatamente essere sé stessa, conducono alla donazione K. B. e alla intitolazione del Centro di Diabetologia dell’Ospedale Maria Vittoria — E. Papa presidente — a Karen Bruni Bøcher.

Nel settembre 1975 il «Centro di Diabetologia Karen Bruni Bøcher» è annesso al Servizio autonomo di Endocrinologia, distac­catosi con la nuova denominazione dalla Medicina Generale, direttore B. Bruni e assistenti R. Castellazzi e Ada D’Adda, dal 1976. Nejrotti e Albonico per altro non rinunciano al loro ruolo di diabetologi «ad vitam».

 

Le nuove apparecchiature portano al medio livello europeo il laboratorio e l’ambulatorio. A Castellazzi quì si deve, giorno dopo giorno, l’ordinato articolarsi del multifasico lavoro, in collaborazione quasi ventennale con le tecniche Dorina, Agata e Lidia.

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Si potenzia il sistema di raccolta dei dati e di assistenza individuale al diabetico, in regime intra ed extra-ospedaliero, secondo la storia «orientata sui problemi» presentati dal soggetto, di volta in volta. Questo tiene aggiornato un libretto personale originale, di cui viene dotato alla prima visita. Si tende a una razionale sem­plificazione del trattamento insulinico, persuasi della irraggiungibilità di un controllo glicemico ottimale, anche e tanto più a prezzo di virtuosismj nella somministrazione delle varie insuline.

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Nel 1976 si estende l’istruzione audio-visiva continua ai diabetici, con la pubblicazione di schede informative di diabetologia sociale, discusse poi in molto frequentate riunioni nell’aula dell’Ospedale: l’A.I.D. ritorna, dopo 20 anni, al Maria Vittoria da cui era partita. Tra i concetti dibattuti e generalmente accettati, quello della glicemia come semplice «momento nel tempo» e del «con­trollo psicologico del diabete». Il materiale grafico divulgativo è, a questo proposito, aggiornato da L. Bertolo.

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