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Al Maria Vittoria un interesse specifico per il diabete ha inizio appunto nel 1935, dopo il soggiorno di Fiorio al Krankenhaus Westend in Berlin-Charlottenburg, presso F. Umber («Herr Professor lässt bitten», così era annunciata la sua visita in corsia!). Umber era stato allievo di B. Naunyn, nella clinica di Strassburg già famosa per la scoperta di O. Minkowski; è autore di una delle prime trattazioni originali sul diabete, la cui prima edizione è del 1925 (1). 3a

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All'estero una organizzazione scientifica, assistenziale-sociale ed educativa per il trattamento del diabete è ampiamente sviluppata fin dagli anni 20, dopo l'avvento dell'insulina: ad esempio in Nord-America con E. P. Joslin; in Germania e in Austria con C. von Noorden, W. Falta, F. Bertram e specialmente con F. Umber e G. Katsch; in Francia con M. Labbé; in Danimarca con H. C. Hagedorn, A. Krogh e N. B. Krarup; in Inghilterra con G. Brent, G. Graham, e soprattutto R. D. Lawrence.
In questi e negli altri paesi stranieri è sconosciuto il termine tipicamente italiano di ambulatorio o dispensario «antidiabetico» che, tuttora tenace, richiama quasi l'elargizione anonima di una assistenza approssimata e frettolosa a una popolazione minacciata, o una «battaglia del diabete» di anacronistica risonanza.
Sia in Italia che all'estero, però, ancora sono in quell'epoca raccomandati «nuovi rimedi del diabete» come l'amigdalina glicolitica (estratto di tonsille bovine), le «insuline» vegetali (Glycokinin di Collip) per uso orale (Lupinina, Aglicolo, Lobulina), l'ergotamina, i derivati della sintalina (Glukhorment di von Noorden), la proteinoterapia, l'autoemoterapia, ecc. I centri diabetologici qualificati assumono, fin da allora, anche la funzione di discriminare dall'insulina - per la quale inizia «l'era di Hagedorn» - i vecchi e nuovi presunti rimedi del diabete.

(1) Umber F.: Die Stoffwechselkrankheiten in der Praxis, Lehmanns Verlag, München, 1925.
 
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