IL MUSEO

"La maggior parte di ci˛ che continua intensissimamente a fiorire sotto il nome di Scienza (specie le Scienze Naturali) non Ŕ affatto scienza ma curiositÓ."

S÷ren Kierkegaard

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Il disegno di un Museo del Diabete si Ŕ definito durante la revisione conclusiva di un archivio personale, che riflette - oltre all'inavvertito trascorrere di una vita con gli irrimediabili rimpianti, le intrasmissibili esperienze e le fÝnali amarezze - 50 anni dedicati, con alterna fortuna. alla cura dei diabetici. Il tempo ritrovato ha riportato in luce una estesa documentazione, non solo autobiografica e contingente, su una rivissuta storia medica, sociale e intellettuale dei diabete, tanto da poterne identificare - per immagini o riferimenti - personaggi, mentalitÓ e periodi.
Il disparato materiale era a poco a poco affluito alla sede della Associazione Karen Bruni B÷cher, aperta a Torino nel 1984, in via Beaumont 72, nell'appartamento giÓ di Benedetto e Umberto Bruni e da questi lasciato ai nipoti Bruno e Ludovico Bruni. Qui, seguendo il filo del destino, il complesso documentario poteva trovare conservazione, ordinamento, studio e ampliamento, temporaneamente evitando il deperimento e la dispersione. Un mini-museo privato, appunto, con una sua storia singolare, quale pretesto. E senza una linea ideologica precisa. 

Ma con la giustificazione della dimensione antropologica e sociale unica che ha presentato e oggi presenta il diabete come situazione esistenziale oltre che come malattia di antica speculazione: in ogni caso, una prova dei coraggio individuale oltre che una espressione dei cimento medico.

Oltre ad una ricca raccolta di materiale