LA BIBLIOTECA - pag.2

Nella grande libreria, dono di Giorgio Grassi, troviamo innanzitutto i classici greco- romani, che parlano di diabete: malattia "fulminante", seppur non frequente, contrassegnata dalla sete infrenabile e dalla rapida consunzione. Certamente si tratta del diabete oggi detto di tipo 1, chè quello di tipo 2 passava verosimilmente inosservato. Rappresentativi - attorno al 1 secolo dopo Cristo - , Aulo (errore di copista ?) Cornelio Celso, (versione di Leonardo Targa: 1810), riportato alla luce da Papa Nicolò V nel 1443, ma specialmente Areteo di Cappadocia (edizione tradotta da Francesco Puccinotti: 1836). La sua estesa descrizione del diabete fatale è la prima dell'antichità. Prima anche, per la sua completezza, la sintesi terapeutica. Notevoli, il commento e l'introduzione del Puccinotti, che ci dà finalmente qualche spiegazione sulla sempre citata e misteriosa vipera Dipsada, mortifera per incontenibile sete. Quella appunto del diabete (o "dipsacus"), ma al quale non accenna la enciclopedica "Materia Medicinale" di Pedacio Dioscoride Anazarbeo ("I Discorsi" del Matthioli, 1557).

 

Galeno di Pergamo, "Clarissimus", nel II secolo dopo Cristo, (6° libro: "De locis affectis", tipico il frontespizio di una terza edizione giuntina: 1556), afferma - e tutti ripeteranno - che il diabete è molto raro: "illum enim bis tantum vidit Galenus". Galeno costruisce il dogma, incrollabile nei secoli, per cui il diabete è dovuto a una debolezza del potere di ritenzione e della forza di attrazione dei reni, per alterazione termica del corpo.

Per Areteo il diabete è una sorta di "idropisia renale" a differenza dell'idrope che è trattenuta nell'addome. E qui cade opportuno precisare il significato di "hydrops" che tanti equivoci, come sinonimo antico di diabete, procurerà in seguito: "ydrops "in greco seriore vale per "idropisia", ma in greco ionico anche per "acqua, come la produce l'idropisia". Chiarificatore certo l'uso della denominazione latina "hydrops matellae", "idrope del vaso", che si diffonde appunto con Galeno.